AGRITURISMO

Inserito in una cornice di verde e fiori, nella quiete della campagna siciliana, il Sentiero degli amanti offre soggiorni di qualità al miglior prezzo. Dotato di piscina, vasto giardino e lounge bar, l'agriturismo si presta sia per vacanze all'insegna della tranquillità che per feste e cerimonie di qualunque genere.

Nella struttura è presente un ristorante-pizzeria, rinomato per i menu a base di pesce, la cucina regionale e le pizze, dolci e salate. Il Sentiero degli amanti è anche la cornice ideale per i tuoi momenti più importanti: dal battesimo al matrimonio.

 

Galleria Fotografica

 

 

CAMERE

 Dotazioni  Tv digitale terrestre, Frigo Bar, Clima, Internet, Telefono, Cassaforte.

Possibilità letto/i supplementare

 

Camera Lilla degli Amanti

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Camera Bungalow - Il Sentiero degli Amanti


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Camera Acqua - Il Sentiero degli Amanti


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Camera Verde Il Sentiero degli Amanti

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Camera blu - Il Sentiero degli Amanti


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Camera Gialla- Il sentiero degli Amanti


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Camera Bungalow - Il Sentiero degli Amanti


BUNGALOW




 

 

 

SIRACUSA

 

« O Aretusa, perché non ho il tuo nome? Nascesti tu nell'isola di Ortigia come l'amor del violento fiume?

Ti sovvien della bella Doriese nomata Siracusa nell'effigie d'oro cò suoi delfini e i suoi cavalli, serto del mare? »

( Gabriele D' Annunzio in "L'Oleandro")

 

 

Luoghi da visitare

  • Il Castello Maniace Open or Close

    Il Castello Maniace è uno dei più importanti monumenti del periodo svevo a Siracusa. A difesa del porto naturale di Ortigia il comandante bizantino Giorgio Maniace fece costruire nel 1038 un forte, che venne poi trasformato in castello da Federico II. Esso infatti venne realizzato dall'architetto Riccardo da Lentini tra il 1232 e il 1240 su incarico di Federico II. Nel 1288 vi dimorò con la famiglia il re Pietro III d'Aragona. Nel 1321 vi si convocò il Parlamento siciliano che sancì l’eredità del figlio di Alfonso III d'Aragona, Federico III di Aragona. Nel periodo in cui Siracusa fu sede della Camera Reginale (1305–1536) il castello ha ospitato le Regine Costanza d'Aragona nel 1362, Maria d'Aragona nel 1399, Bianca d'Aragona nel 1416, e l’ultima che ebbe in dominio la Città, Germana de Foix, seconda moglie, vedova di Ferdinando il Cattolico. Nel 1540 qui alloggiò anche l’ammiraglio Andrea Doria durante la spedizione organizzata da Carlo V contro i Musulmani. Per quasi tutto il XV secolo il Castello era una prigione. Alla fine del XVI secolo, il Castello Maniace diventa un punto nodale della cinta muraria di Ortigia. Il 5 novembre 1704, una furibonda esplosione avvenuta nella polveriera sconvolge l'edificio. Brani di crociere e blocchi di calcare vengono lanciati nel raggio di diversi chilometri. Negli anni successivi si appresta la ricostruzione, che lascia intatte le parti rovinate dall'esplosione, mentre si creano tamponature per la realizzazione di magazzini. In età napoleonica il Castello rivive con funzioni militari e viene munito di bocche da cannone. Nel 1838, a salvaguardia dei moti che stavano scatenadosi in tutto il regno, i borbonici di Ferdinando vi innalzano una casamatta. Dopo l'unificazione d'Italia esso rimane una struttura militare. Ad oggi dopo un lungo restauro, e la smilitarizzazione dalla storica caserma dell'Esercito, il monumento è tornato alla pubblica fruizione. Negli ultimi anni infatti oltre all'apertura al pubblico è stato sede di spettacoli dell'Ortigia Festival, nonché sede del G8 ambientale alla presenza dei ministri dell'ambiente dei paesi industrializzati.

  • Piazza Duomo Open or Close

    Nel VII secolo fu trasformato in chiesa ad opera dell'allora vescovo Zosimo. La chiesa, di forme bizantine, era dedicata alla Natività di Maria ed inglobava il colonnato del tempio nei muri esterni, mentre nei muri più interni della antica cella furono aperti 8 archi per lato, in modo da realizzare un edificio a tre navate ciascuna conclusa da un'abside sul fondo. Furono anche eliminati i muri che dividevano il vano posteriore ("opistodomo") dalla cella e questa dal pronao. L'orientamento dell'edificio fu inoltre rovesciato e l'attuale facciata del Duomo occupa il retro del tempio. In epoca normanna i muri della navata centrale furono innalzati e per aprirvi delle finestre, mentre l'abside fu decorata con mosaici. Il pavimento policromo risale al XV secolo e nel 1518 la navata centrale fu coperta con il soffitto ligneo tuttora conservato. Nel XVI secolo venne inoltre innalzato il campanile. Danneggiata dal terremoto del 1693, furono eliminate le absidi e il presbiterio fu occupato da un grande altare barocco, opera di Giovanni Vermexio, che riutilizza come mensa d'altare un blocco di architrave dell'antico tempio. Nel 1728 venne iniziata la ricostruzione della facciata danneggiata, in forme barocche, opera di Andrea Palma, conclusa nel 1753. Nel 1757 vi furono aggiunte le statue della "Vergine del Piliere", di "Santa Lucia" e di "San Marziano", opera di Ignazio Marabitti, a cui si devono anche le statue di "San Pietro" e "San Paolo" ai lati della gradinata di accesso.

  • Il Santuario della Madonna delle Lacrime Open or Close

    L'evento miracoloso si ripeté dal 29 agosto al 1º settembre 1953 nella generale commozione di un'immensa moltitudine di fedeli, in casa dei coniugi Iannuso. Raccolte le lacrime furono sottoposte ad un'analisi scientifica secondo cui risulterebbero liquido lacrimale. La devozione che ne è seguita è stata di enormi proporzioni. La piccola effigie della Madonna delle Lacrime, prima provvisoriamente ricoverata nella vicina piazza Euripide, venne collocata all'interno del Santuario. L'opera fu progettata nel 1957 dagli architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat a seguito di un bando di concorso internazionale. La costruzione ebbe inizio nel 1966, a causa dell'estrema modernità del progetto vi furono fin dall'inizio molte polemiche da parte della cittadinanza che reputava e reputa l'opera un "mostro di cemento armato" che andava a gravare ulteriormente su di un'area urbana già pesantemente compromessa, queste diatribe ne ritardarono molto la realizzazione che si concluse solo nel 1994. Durante gli scavi delle fondamenta venne ritrovata un'area abitativa del VI secolo a.C. e portato alla luce un pezzo di strada. Tale strada costituiva la via principale del quartiere Akradina. La costruzione fu completata dopo circa 28 anni ed il santuario venne inaugurato il 6 novembre 1994 da Giovanni Paolo II.

  • Tempio di Apollo Open or Close

    Esso è databile all'inizio del VI secolo a.C. ed è quindi il tempio dorico più antico della Sicilia o quanto meno il primo corrispondente al modello che si andava affermando in tutto il mondo ellenico di tempio periptero con colonne di pietra. Il tempio subì diverse trasformazioni: fu chiesa bizantina, di cui si conserva la scalinata frontale e tracce di una porta mediana, e poi divenne moschea araba. Successivamente si sovrappose agli edifici precedenti la chiesa normanna del Salvatore che venne poi inglobata in una cinquecentesca caserma spagnola e in edifici privati, rimanendo comunque visibili alcuni elementi architettonici.Tali successive sovrapposizioni danneggiarono gravemente l'edificio che fu riscoperto intorno al 1860 all'interno della caserma e venne riportato interamente alla luce grazie agli scavi effettuati da Paolo Orsi negli anni tra il 1938 e il 1942.

  • Catacombe di San Giovanni Open or Close

    Le Catacombe di Siracusa sono aree cimiteriali sotterranee risalenti all'Età antica,sia della prima età imperiale che del successivo tardo impero e considerate seconde per importanza ed estensione solo a quelle di Roma. Esse furono costruite tra il 315 e il 360 d.C. successivamente manomesse per la ricerca di corpi di Santi e tesori. IL complesso sono le uniche aperte al pubblico ed esplarate totalmente. Sono situate nel zona di Akradina, nei pressi del sepolcro di S. Marziano. La galleria principale, detta decumanus maximus, è ricavata da un antico acquedotto greco,le cui tracce sono visibili sulla volta. Inoltre dalla galleria si può accedere alle cinque tombe dei santi o dei martiri, zone più grandi, di forma circolare o quadrata, chiamate di Eusebio, di Adelfia, di Antiochia, delle Sette Vergini e Anonima.

  • Teatro Greco Open or Close

    Il Teatro Greco di Siracusa si trova nel Parco Archeologico della Neapolis, sulle pendici del monte Temenite, e rappresenta il più importante esempio di architettura teatrale dell’occidente greco. Quasi interamente scavato nella roccia, il Teatro era usato per le rappresentazioni, ma anche per le assemblee popolari. In epoca imperiale, la struttura fu adattata per accogliere i giochi circensi, poi cadde in abbandono per secoli. Nel Cinquecento, fu depredato dagli Spagnoli di Carlo V e le pietre servirono per erigere le fortificazioni di Ortigia. Gli scavi, iniziati alla fine del Settecento e protrattisi per tutto il secolo successivo, sono stati completati solo alla metà del Novecento. Le origini del monumento sono incerte, ma è generalmente accettato che la forma attuale risalirebbe all’opera di ristrutturazione degli anni 238–215 a.C. sotto il regno di Ierone II. Il teatro si compone di tre parti: càvea, orchestra e scena. La càvea è semicircolare, con un diametro di 138 metri. I sessantasette ordini di gradini sono divisi in nove cunei (settori) da otto scalette di servizio. La càvea è poi attraversata da un corridoio, il diàzoma, in cui erano incisi i nomi delle divinità o dei regnanti cui era dedicato il Cuneo. L’orchestra è lo spazio semicircolare ai piedi della càvea, dove danzavano i cori. La scena è la vasta spianata dove sorgeva l'edificio scenico, delimitata ai lati da due imponenti piloni. La parte superiore del teatro era cinta da un ampio portico coperto. La parete rocciosa sovrastante è costellata d’incavi quadrangolari destinati ad accogliere i quadretti con immagini votive delle divinità o degli eroi. Al centro della roccia si apre un'ampia grotta dalla quale scaturisce acqua proveniente dall'acquedotto greco. In questa grotta-ninfeo è possibile riconoscere il Mouseion, ossia la sede della corporazione degli artisti.

  • Il Castello Eurialo Open or Close

    Il Castello Eurialo rappresenta il culmine della fortificazione della città di Siracusa il cui nome pare alluda a quello greco di Euryelo (testa di chiodo). Voluto da Dionisio I, tiranno di Siracusa, sorge sul punto più alto (120 m s.l.m.) della terrazza del quartiere Epipoli a circa 7 km da Siracusa, in direzione della frazione di Belvedere. L'edificazione di questa imponente opera militare risale fu costruita tra il 402 e il 397 a.C. con lo scopo di proteggere la città da eventuali operazioni militari di assedio o attacco. L'entrata del Castello è protetta da tre fossati. Il primo più piccolo è lungo 6 m e profondo 4 m, mentre il secondo a 86 m dal primo, è lungo circa 50 m a difesa di un'opera avanzata alle spalle della quale si trova il terzo fossato largo 17 m e profondo 9 m. Seguendo questo percorso troviamo un recinto e il mastio, che ha forma trapezoidale, difeso da cinque grandi torri. Al di là del mastio vi è un grande recinto dove era presente la porta d'ingresso al castello aperta su un muro spesso circa 5 m. Tutta la costruzione presentava degli elementi strategici che servivano per cogliere di sorpresa gli eventuali assalitori come, ad esempio, l'intricato sussegursi di gallerie che dava la possibilità di spostare le truppe da un punto all'altro della fortezza senza essere visti o la "porta ad invito" (opera a tenaglia), posta nel tratto nord delle mura, dove chi avesse tentato l'ingresso si sarebbe trovato circondato sotto l'attacco delle milizie del castello. All'interno della costruzione si dispongono anche i vari ambienti di servizio per i soldati come le cucine gli alloggi i magazzini le cisterne ecc. Dopo la conquista romana della città nel 212 a.C. ad opera del Console Marcello, il grande complesso militare dell'Eurialo fu modificato fino all'età bizantina quando ne venne ricostruita una parte usando del materiale di spoglio proveniente da altre parti dirute. Il castello è sito come punto di cerniera tra le due ali di mura che cingevano la città per una lunghezza totale di 27 km. Secondo le fonti antiche Archimede aveva difeso sino all'ultimo la città grazie all'istallazione dei suoi leggendari macchinari.